Dal 1° gennaio 2027, chi non sarà pronto rischia di restare fuori dal trasporto di merce aerea sicura.
La scadenza è nel 2027, ma le decisioni si prendono prima:
Il cargo aereo continuerà ad avere bisogno di trasporto su strada.
Ma dal 2027 non tutti gli operatori oggi attivi potranno continuare a movimentare merce aerea sicura, almeno non subito.
Il risultato probabile è una fase iniziale con meno trasportatori disponibili e più attenzione da parte dei committenti verso chi è già organizzato.
Per chi si prepara ora, questo può significare:
Diventare Trasportatore Approvato non è una pratica da chiudere a dicembre.
Serve preparare persone, documenti, procedure e organizzazione interna.
In media il percorso può richiedere dai 3 ai 6 mesi, in base alla struttura dell'azienda, al numero di sedi, ai mezzi coinvolti, al personale da formare e al livello di partenza.
Per questo il momento giusto per iniziare non è quando la scadenza è vicina.
È quando c'è ancora tempo per arrivare pronti senza rincorrere.
Il trasportatore dovrà dimostrare di avere una struttura coerente con il ruolo che avrà nella catena sicura del cargo aereo.
Serviranno:
Per molti trasportatori le procedure esistono già nella pratica quotidiana.
Ora però dovranno essere formalizzate, rese conformi, inserite nel Programma di Sicurezza e sottoposte all’approvazione di ENAC.
La formazione è obbligatoria e resta centrale.
Ma per arrivare pronti serve anche capire come la normativa impatta sulla tua azienda: autisti, mezzi, sedi, magazzini, tratte, soste, subappalti, procedure interne e rapporti con i committenti.
ATS, insieme ad ANAMA, può supportarti su tutto il percorso:
L'obiettivo è arrivare pronti prima che i committenti inizino a scegliere solo trasportatori già organizzati.
Nel cargo aereo sicuro non basta conoscere la norma.
Bisogna saperla tradurre nella realtà di un trasportatore: mezzi in movimento, autisti, soste, tratte, magazzini, cambi mezzo, subappalti e controlli.
porta esperienza nella formazione e consulenza aviation security, con una competenza consolidata nell’ambito delle merci aeree.
porta la solidità di un’associazione nazionale di riferimento, strutturata e rappresentativa delle imprese di spedizioni attive nel settore aereo.
Insieme, aiutano il trasportatore a costruire un percorso concreto: non solo capire cosa cambia, ma prepararsi a continuare a lavorare.
Prima di iniziare, puoi guardare le video guide gratuite.
Se invece vuoi capire subito da dove partire, puoi richiedere una valutazione preliminare gratuita.
Abbiamo raccolto in una serie di video brevi i punti più importanti per chi deve diventare Trasportatore Approvato.
Non una spiegazione generica della normativa, ma risposte pratiche sui cambiamenti che impattano davvero il lavoro dei trasportatori: requisiti, organizzazione interna, subappalti, opportunità commerciali e controlli.
Guarda i video per capire cosa cambia e quali passaggi iniziare a preparare.
I cambiamenti riguardano i trasportatori che, per conto degli agenti regolamentati o dei mittenti conosciuti, si occupano oggi del trasporto di merci sicure, cioè merci già sottoposte ai controlli di sicurezza previsti.
Attualmente il sistema funziona attraverso una designazione da parte dell'agente regolamentato e, in alcuni casi, del mittente conosciuto.
Questa designazione avviene tramite il documento noto come Appendice 6, che di fatto è una lettera di impegni. Con questo documento, il trasportatore che ha un rapporto contrattuale con l'agente regolamentato si impegna a garantire una serie di misure di sicurezza durante il trasporto.
Tra queste rientrano, ad esempio, la protezione della merce, la sigillatura del mezzo e l'applicazione di ulteriori procedure finalizzate a mantenere integra la sicurezza della spedizione durante tutta la movimentazione.
Questo comporta una serie di attività che le società di autotrasporto dovranno garantire in modo strutturato. La prima riguarda la formazione del personale, in particolare degli autisti.
Si tratta di un'attività già prevista oggi nell'ambito dell'Appendice 6, ma il nuovo assetto richiede un'organizzazione più completa.
Oltre al personale operativo, infatti, all'interno della società di autotrasporto dovrà essere individuato anche un Responsabile della Sicurezza. Questa figura dovrà seguire un percorso formativo specifico, riconducibile alla Categoria A12, dedicata ai soggetti con responsabilità in materia di security.
Il trasportatore dovrà inoltre redigere un Programma di Sicurezza, all'interno del quale descrivere le procedure adottate per garantire la sicurezza del servizio.
Nel Programma dovranno essere indicate anche le modalità con cui l'azienda assicura il controllo della qualità, ad esempio attraverso ispezioni interne e attività di verifica periodica, come già avviene per gli altri soggetti coinvolti nella sicurezza aeroportuale.
Per fare un paragone con un ambito già noto, il nuovo sistema può essere avvicinato a quello dei trasportatori autorizzati al trasporto di merci pericolose, come avviene per i soggetti abilitati al trasporto ADR.
Non tutti possono svolgere questo tipo di attività. È necessario possedere determinate caratteristiche, rispettare specifici requisiti ed essere iscritti a un albo o a un elenco dedicato. Solo i soggetti presenti in quell'elenco possono effettuare il trasporto di determinate merci.
Un aspetto importante riguarda anche il subappalto. Oggi accade spesso che il trasportatore che ha un contratto con l'agente regolamentato affidi a sua volta parte del servizio a terzi.
Anche in questo caso saranno previste regole precise: il servizio potrà essere subappaltato solo a determinate condizioni e soltanto ad altri trasportatori in possesso della qualifica richiesta.
Innanzitutto, i trasportatori dovranno dotarsi di un'organizzazione specifica e sottoporre il personale interessato ai background check previsti.
Rispetto alla situazione attuale, potranno però svolgere anche alcune attività ulteriori, sempre nel rispetto delle condizioni stabilite dalla normativa.
Ad esempio, se necessario, potranno effettuare operazioni come il cambio del mezzo durante il trasporto o una gestione più articolata della movimentazione. Questo potrebbe consentire di ampliare le attività oggi svolte, introducendo procedure che attualmente non sarebbero possibili.
Essendo soggetti direttamente responsabili dell'applicazione di misure di sicurezza, i trasportatori qualificati potranno quindi gestire alcune fasi operative in modo diverso rispetto al sistema attuale.
Un esempio concreto potrebbe essere la possibilità di convogliare le merci in un unico centro, effettuare eventuali cambi di camion e poi organizzare le consegne definitive verso gli aeroporti. Si tratta di attività che oggi, senza una qualifica specifica e senza l'applicazione diretta delle misure di security, non possono essere gestite con la stessa autonomia.
Innanzitutto, bisogna considerare che non tutti gli attuali trasportatori avranno necessariamente i requisiti per accedere a questo nuovo sistema.
È probabile, quindi, che ci sia una riduzione dell'offerta. Oggi è possibile affidare il trasporto a una platea molto ampia di operatori; domani, invece, potranno svolgere determinate attività solo i soggetti qualificati.
Questo significa che il mercato sarà composto da un gruppo più ristretto, ma anche più strutturato e riconoscibile.
Allo stesso tempo, per chi riuscirà ad adeguarsi, potranno aprirsi nuove opportunità operative. Alcune attività che oggi non possono essere svolte, proprio perché non esiste una qualifica specifica del trasportatore, potranno essere gestite con maggiore autonomia.
Il paragone può essere fatto con il trasporto di merci pericolose: gli autotrasportatori abilitati a questo tipo di servizio hanno strutture, requisiti e possibilità operative diverse rispetto agli operatori generici.
Nel trasporto aereo il principio sarà simile: la qualifica non rappresenterà solo un obbligo, ma anche un elemento distintivo per accedere a nuove opportunità nel mercato della logistica sicura.
Oggettivamente, all'interno della sicurezza della supply chain nel trasporto aereo, uno dei punti più delicati era rappresentato proprio dai trasportatori.
Il motivo è legato al fatto che, fino ad oggi, questi soggetti non erano identificati attraverso una specifica autorizzazione. Di conseguenza, il servizio poteva essere affidato a una platea molto ampia di operatori, senza una selezione ulteriore rispetto a quella prevista dal contratto commerciale.
Non era quindi richiesto, ad esempio, che il trasportatore fosse sottoposto a controlli specifici da parte dell'autorità competente, né che fosse verificato in modo strutturato sotto il profilo della sicurezza e della qualità del trasporto.
Allo stesso modo, non era previsto l'obbligo di dotarsi di un'organizzazione interna specifica per la security o di un sistema di controllo qualità dedicato.
Il nuovo sistema interviene proprio su questo aspetto: rende il trasportatore un soggetto più chiaramente identificato, qualificato e inserito all'interno della catena di sicurezza aeroportuale.
La certificazione ENAC prevede anche attività di monitoraggio e ispezioni da parte dell'autorità competente.
Questo rappresenta un ulteriore elemento di controllo e, allo stesso tempo, un deterrente importante per mantenere nel tempo un adeguato livello di sicurezza.
Le ispezioni hanno infatti una cadenza periodica e, per i soggetti che operano al di fuori dell'aeroporto, l'attività ispettiva è particolarmente significativa. Si tratta di controlli strutturati, svolti dall'autorità con l'obiettivo di verificare che le misure previste siano effettivamente applicate.
Dal punto di vista della security, questo è un passaggio rilevante: non si tratta solo di ottenere una qualifica, ma di entrare in un sistema sottoposto a verifica e controllo continuo.
Per questo, la certificazione rappresenta un passo avanti concreto per garantire una filiera realmente sicura.
Un trasportatore che oggi è già designato e vuole diventare Trasportatore Approvato deve muoversi per tempo.
La scadenza prevista è il 1° gennaio 2027. Entro quella data, il trasportatore dovrà aver completato l'iter di approvazione. Questo significa che l'istanza dovrà essere presentata e conclusa prima del 31 dicembre 2026.
È importante iniziare già ora, perché ottenere l'approvazione richiede diverse attività preparatorie.
La prima riguarda la formazione. Il Responsabile della Sicurezza dovrà seguire un corso specifico, della durata di tre giorni. Anche gli autisti e il personale coinvolto nel trasporto dovranno essere formati, ad esempio attraverso un corso di Categoria A9, della durata di una giornata.
A questo si aggiungono i background check, che richiedono almeno una settimana di tempo, e la redazione del Programma di Sicurezza. Anche questa fase richiede attenzione, perché è necessario analizzare il tipo di attività svolta dal trasportatore e descrivere in modo corretto le procedure adottate.
Una volta completata la preparazione, il trasportatore potrà presentare l'istanza a ENAC. A quel punto l'autorità effettuerà le verifiche documentali e, successivamente, le verifiche in loco.
Al termine dell'iter, se tutto risulta conforme, ENAC rilascerà il codice univoco che autorizzerà di fatto il trasportatore a operare come Trasportatore Approvato.
In termini realistici, l'intero processo può richiedere alcuni mesi. Anche in una previsione ottimistica, è ragionevole considerare almeno due o tre mesi per completare tutte le attività necessarie.
ATS può supportare i trasportatori in tutte le fasi necessarie per affrontare questo cambiamento. Nel settore della formazione, della consulenza e delle certificazioni per l'aviation security, ATS è un punto di riferimento riconosciuto.
Questa esperienza nasce anche da una collaborazione pluriennale con ANAMA, l'Associazione Nazionale Agenti Merci Aeree, e con le principali associazioni di categoria del settore trasporti, sia a livello nazionale sia territoriale.
Per i trasportatori, ATS è in grado di offrire un supporto completo: dalla formazione specifica del personale alla consulenza per la redazione del Programma di Sicurezza, fino all'assistenza per le comunicazioni con ENAC e per la presentazione dell'istanza di approvazione.
Il supporto può riguardare anche la gestione dei background check, il mantenimento dei requisiti richiesti e, negli anni successivi, la preparazione delle verifiche annuali obbligatorie.
Si tratta di attività che ATS svolge già da anni per il settore del trasporto e della logistica aeroportuale, con un approccio pratico e orientato alla conformità.
Per chi deve affrontare questo percorso, affidarsi a un team specializzato significa muoversi con maggiore sicurezza, ridurre il rischio di errori e arrivare preparati alle verifiche previste.
Le video guide ti danno il quadro generale.
Il passo successivo è capire come questi requisiti si applicano alla tua azienda: mezzi, sedi, personale, subappalti, procedure e rapporti con i committenti.
In una valutazione preliminare gratuita analizziamo la tua situazione e ti aiutiamo a capire da dove partire.